
E ancora, in certe notti,
siamo schiacciati sui guanciali
da montagne d’ombra cerebrale. Ancora!
Stiamo lì a volte spaventati da una prova imminente
o doloranti per un abbandono insuperabile,
e siamo soli, senza le parole.
Ma quante notti vi chiedo.
Quante notti ancora dobbiamo attraversare, quanta ombra
in cui lasciare peso e farci poi creature risolte
fino a diventare, per gioia, contagiose?
Questa è la cosa più bella, la più bella
cosa che dite: trasformare il dolore in bellezza.
Vale una vita questo.
Dite che sempre qualcuno c’è riuscito.
Sempre, sempre.
Ci riusciremo ancora? questo vi chiedo.
Ma c’è ancora dolore? o solo scontentezza,
distrazione. Una chimica che simula salvezza
e invece ci deruba del nostro stare male.
Ci indebolisce. E nel dolore, ci ottenebra,
ci assopisce.
No. Non lo dimentico.
Non dimenticherò mai le vostre preziose parole:
“sii fedele a te stessa e al mistero.
Il resto è tradimento del vero”.
No. Non lo dimentico. Care Voci. Care.
Un estratto da “Voci di tenebra azzurra” di Mariangela Gualtieri Stampa2009.it Tiratura limitata a 500 copie www.stampa2009.it

