
I bambini hanno sogni grandi: vogliono portare la pace nel mondo. Oppure vogliono che tutti si amino. Io ho un sogno bambino che quindi è grande. Tanto grande da essere quasi irrealizzabile (forse).
Vorrei spegnere Radio Critica. Quella stazione che trasmette h24 dentro di me, sempre sintonizzata sui miei fallimenti. anche quando gli altri vedono i miei successi, lei non demorde e attacca in contropiede.
I modi insani di spegnere Radio Critica li conosco già tutti. Li vedo applicati in me e negli altri ogni giorno, strategie di sopravvivenza che diventano prigioni:
* impegnarsi al massimo senza lasciarsi vivere
* essere compiacenti per non farsi criticare
* non concedersi errori o cedimenti
* sopportare il dolore senza piangere
* andare avanti a dispetto di tutto
* nascondere la fatica, le emozioni, la fragilità
La lista potrebbe continuare. E so che molti di voi, leggendo, stanno annuendo – perché alcune di queste cose le chiamiamo “essere forti”, “essere professionali”, “essere adulti”. Ma facciamo questi sforzi per un’unica ragione: non sentire Radio Critica dentro di noi.
Stamattina, durante la meditazione, è successo qualcosa. Non un’illuminazione improvvisa, ma un piccolo spostamento di prospettiva. Ho sempre pensato che per spegnere Radio Critica fosse necessario provare compassione per la parte di me che ne è vittima.
Ma oggi ho visto altro. Ho visto quella parte severa di me – quella che chiamo la signora col cappotto di doveri – e per la prima volta l’ho vista stanca. Esausta di dover sempre criticare, giudicare, spingere. Prigioniera anche lei di un ruolo che ripete da decenni. Le sue spalle curve sotto il peso di tutta quella severità che credeva necessaria per proteggermi.
Quando ho provato compassione per lei – per la critica, non solo per la criticata – qualcosa si è ammorbidito. Il confine tra vittima e carnefice si è fatto più sottile. Non è sparito Radio Critica. Ma per un momento, il volume si è abbassato.
E forse il sogno bambino non è spegnere quella radio. Forse è imparare a riconoscere quando sta trasmettendo vecchie registrazioni che non ci servono più. E ogni tanto, con gentilezza, cambiare stazione.
Pratica di mindfulness: Self compassion breathing
© Nicoletta Cinotti 2025 Un cuore gentile. Pratica per la Giornata mondiale della gentilezza. Adesso anche su Zoom!!!
