
Quanto ci tormentiamo per le cose che dovremmo fare e non facciamo? Quanto ci tormentiamo per quegli ideali irraggiungibili che ci sembrano il minimo sindacale?
Quanto tempo passiamo tra sforzo e delusione perché non siamo ancora come vorremmo o dovremmo essere? Io ci passo un po’ del mio tempo e non ne sono affatto fiera. È come se fossimo dipendenti di un prepotente padrone che ci intima di seguire degli ordini. È più facile ribellarsi ad un capo esterno che non a un capo interno che nutriamo ogni giorno!
Ci fa credere che il nostro sgarrare prima o poi condurrà in rovina. Immagino catastrofi che mi aspettano dietro l’angolo se non mi rimetto in riga(ho una certa vena drammatica a cui sono abbastanza affezionata).
Eppure stasera (sto scrivendo dopo la fine dell’incontro di self-compassion) si è aperto uno spiraglio così ampio e forte da farmi fermare a scrivere. Rivendico il diritto e la nobiltà dello sgarro, rivendico l’energia della riparazione che ogni errore contiene. Rivendico il fatto che senza errori, cadute, ricadute, non andrei mai nella profondità dove pesco le mie perle migliori.
È per questo che questa settimana dichiaro sciopero al dovere, per starmene un po’ tranquilla a sbagliare in santa pace, a esplorare fuori dalle regole conosciute che mi impongo io per rispettare regole che sono norme sociali, familiari e personali. Sciopero da qualunque programma di miglioramento, perché, alla fine, solo quando mi voglio bene così come sono cresco senza sforzo, come crescono gli alberi, gli animali, i bambini. Vorresti scioperare con me?
Niente si esaurisce finché non ci ha insegnato tutto quello che avevamo bisogno di imparare. Pema Chodron
Pratica di mindfulness: Oggi per ogni errore faccio tre respiri consapevoli, così, a caso, giusto per imparare a volermi bene
© Nicoletta Cinotti 2025 Primavera: Ricominciare
Diretta di sabato sul mio profilo IG alle 9: Famiglie interiori
