
Le favole sono il nostro strumento educativo più antico e diffuso. Attraverso le favole abbiamo imparato che esistono i pericoli, i mostri, i principi e le principesse e, soprattutto, abbiamo imparato a non perdere la speranza. Perché ogni favola insegna che si possono attraversare tremende vicissitudini – come Hansel e Gretel imprigionati e ingrassati al fine di essere cotti e mangiati – ma poi l’ingegno ci salva.
Queste stesse favole però fanno anche qualche danno, così generazioni intere di uomini e donne hanno aspettato l’arrivo del principe azzurro o della principessa che faceva sentire le farfalle nello stomaco e i campanellini nella testa. Ma, soprattutto, le favole ci hanno insegnato che solo quello che è per sempre ha valore. Per sempre è un avverbio complicato perché ci fa credere di poter controllare il cambiamento e di poterne arrestare l’inevitabilità.
Ad un certo punto però nella nostra vita dobbiamo iniziare a vedere quanto costa quel “per sempre”. Quanto ci mette nella situazione di giudicare e svalutare i cambiamenti che arrivano nella nostra vita. Quanto ci può rendere rigidi e pieni di pretese. Quanto può significare che lottiamo contro i mulini a vento. In un vecchio film di Almodovar “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” una delle protagoniste, uscita da una casa di cura psichiatrica dopo tantissimi anni, continuava a vestire gli abiti di quando c’era entrata. E quel trucco antiquato, quei vestiti obsoleti raccontavano il suo dramma e la sua follia meglio di qualunque parola.
Quando inseguiamo il per sempre nella nostra vita dichiariamo quanto è doloroso cogliere il cambiamento. Quanto il cambiamento svela la forza delle nostre illusioni e quanto grande è la nostra paura di crescere. “Per sempre”, come “tutto” sono brandelli di tempesta nella nostra vita. Ci promettono una pienezza che non possono mantenere. Non perché nascono da una bugia ma perchè nascono da una falsa convinzione, una credenza tossica: quella che solo ciò che è immutabile ha valore. Lasciamo che le stagioni ci insegnino che tutto cambia. Lasciamo che la nostra vita ci insegni che a volte i cambiamenti, oltre che essere necessari, sono salutari. Lasciamo andare la paura di vivere: il cambiamento è inevitabile e inizia nello stesso punto in cui finisce. Inizia e finisce nell’accettazione.
In ogni processo di cambiamento c’è un elemento di insicurezza. passare da una posizione conosciuta a una sconosciuta comporta un periodo di instabilità. Alexander Lowen
Pratica di mindfulness: Be water
© Nicoletta Cinotti Back to basics 15
Termina domenica il ciclo di tre settimane di Back to basics. Trovi i post numerati da 1 a 15 guardando nel blog scorrendo all’indietro.
I contenuti speciali – quell di sabato e domenica – li trovi sul mio canale YouTube e sono i seguenti video
- Radicarsi nel presente
- Le parole che si poggiano sul cuore
- Upekka e Karuna
- Self compassion breathing
Stasera ci sarà la pratica di gentilezza amorevole che accompagna il sonno alle 21.30 e domattina quella che accompagna il risveglio alle 10, sempre sul Canale YouTube.
Lunedì riprenderanno le pratiche del lunedì mattina alle 8.30 sulla mia pagina FB
Da oggi il gruppo quotidiano di pratica si sposta su zoom. Per partecipare è necessario iscriversi a zoom e poi al meeting. Ecco l’invito
Apr 3, 2020 08:00 AM Rome
Register in advance for this meeting:
https://zoom.us/meeting/register/uJMldeygrjIjkmAXMSuFDzkdkn0ivLG41A
