
Policlinico. Pronto Soccorso
(Sei giorni fa mi son sentito male)
Sei giorni fa mi son sentito male
Dopo la terapia: rabbrividivo
Con febbre. Stavo dentro l’ospedale
E mi han sbattuto in modo tassativo
Su una vibrante seggiola a rotelle
Verso il pronto soccorso, che descrivo.
Qui si vedono cose molto belle;
È un crocevia di tempi e di nature
Antiche come la luna e le stelle;
Qui molte diversissime sventure
Si affollano in vivissimi tormenti
Ed una sarabanda di figure
Precipita da tempi differenti;
E una folla scomposta di respiri,
Ricorda Babilonia vagamente,
Ma dopo una battaglia con gli assiri.
Razze diverse: il sudamericano,
L’Araba che ogni volta che ti giri
È sempre immobile, con quella mano
Sotto il mento, con gli occhi attenti e tristi
Sotto lo scialle ricamato a mano
Come in un quadro degli Orientalisti:
L’anziana che si inarca alle lenzuola
Sulla lettiga, quando i barellisti
Non vedono, cercando poi da sola
Di scendere, rischiando seriamente
Di schiantarsi, e l’acchiappan che già vola
La lingua batte dove il dente duole:
Anche queste terzine, chi lo sa,
Guidano sciami di parole sole,
Cercano un equilibrio. Come fa
Il respiro notturno del paziente,
Che dorme, e chissà cosa sognerà.
© David Riondino, Poesia, Rivista internazionale di cultura poetica, Crocetti editore
