
Quotidianamente sperimentiamo il cambiamento: cambia l’umore, cambia il cielo, cambia la situazione attorno a noi. Cambia quello che vorremmo fosse diverso e anche quello che invece vorremmo che rimanesse uguale.
Eppure, altrettanto quotidianamente incontriamo l’immutabile e, almeno per quello che mi riguarda, non ne sono affatto contenta. L’immutabile è uno spigolo su cui scontriamo appena alzati, è la porta che facciamo sempre fatica ad aprire, è la ripetizione che sembra ripresentarsi puntuale come un orologio, senza sfumature.
È il ri-emergere di una sensazione emotiva vecchia che sembra, appunto, immutabile. Stessa percezione del corpo, stessa percezione nel cuore. A volte anche proprio gli stessi pensieri che sorgono come se emergessero da un copione.
Caro “immutabile” quand’è che lascerai il campo? Quand’è che arriverà qualcosa di nuovo? Quanto devo aspettare perché la tua presenza non sia più una compagnia?
Non so se capita anche a te di provare la sensazione che ci siano cose che vorresti cambiare e hanno, invece, una assurda ripetitività. Non sono sotto il tuo controllo perché arrivano come un pacchetto già fatto e finito, confezionato con gli stessi ingredienti che conosci bene e che non vorresti incontrare di nuovo. Per anni ho aspettato che passasse. Adesso lo consolo. Forse l’immutabile è semplicemente quello: un dolore che aspetta di essere consolato e, nell’attesa, torna a farsi sentire. Forse l’immutabile non sa che anche lui sta cambiando: non se ne accorge ma noi lo sappiamo!
Guarda il giorno che nasce!
(…)il vivere bene oggi
rende ogni giorno trascorso un sogno di felicità
e ogni domani una visione di speranza!
Guarda perciò attentamente il giorno che nasce!
Pratica di mindfulness: La meditazione del fiume
© Nicoletta Cinotti 2020 Il protocollo MBCT
