
L’età fragile è il libro di Donatella Di Pietrantonio, vincitrice del premio Strega per la categoria Giovani. Non è necessario che dica che la sua scrittura è splendida ma non è per questo che ti segnalo questo libro.
L’autrice riprende, a mio avviso, un fatto avvenuto nel 1997. Un crimine violento ai danni di tre ragazze che stavano facendo un’escursione in Abruzzo, sul monte Morrone. Un pastore macedone, loro coetaneo, che viveva da mesi in isolamento sul. monte insieme agli animali che curava, sparò alle ragazze, una si salvò fingendosi morta, una fu violentata prima di essere uccisa, come l’amica che l’accompagnava.Fu condannato all’ergastolo ma venne estradato dopo qualche anno e attualmente è a piede libero, nel suo paese come si suol dire.
Questo episodio diventa l’occasione per raccontare, con le opportune licenze narrative, della fragilità della vita. L’età fragile potrebbe sembrare la giovinezza ma man mano che il libro si sviluppa ci rendiamo conto della fragilità della vecchiaia e della fragilità che si accompagna alla solitudine e all’isolamento. È una storia di persone sole anche se inserite in un contesto sociale. Sola è la figlia della voce narrante, sola lei stessa, che è stata lasciata dal marito silenziosamente, solo il padre e solo il nonno. È la solitudine l’elemento che rende fragile la nostra età e il racconto lo dice sempre tra le righe, silenziosamente. perché la solitudine fa vergognare. Un libro leggero, malgrado la complessità del tema. Entra facilmente nella valigia delle vacanze.
© Nicoletta Cinotti 2024 Addomesticare pensieri selvatici
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