
L’autunno che sparge cannella amara,
strofina cenere nelle dita scure,
strofina parole nelle mani magre,
cancella il fulgore dei giorni passati;
l’autunno avanza come un nobile astuto
come fosse una zucca taglia il tempo a fette,
e come fumo sale sui campi di patate,
coprendo le case con un manto di nebbia;
la mia casa coprendo con lo stesso manto
alle foglie cantando una ninnananna
– profumo di vaniglia sulle dita magre
odore di cadavere in mano alla Zingara,
che consuma le nuvole e le foglie
e bussa ai muri con le nacchere
– ma è forse un grillo, o forse una clessidra? –
no, non è una clessidra, il tempo bussa a gocce.
© Jaroslaw Iwaszkiewicz, Rivista internazionale di poesia, n°27, Crocetti editore
