
Confesso di non aver conosciuto Andrea Pinna, influencer, prima del suo libro. Un libro che ha attirato la sua attenzione visto che ho un interesse professionale verso il disturbo bipolare.
Un disturbo sempre più diffuso (o sempre più diagnosticato) che porta alterazioni dell’umore importanti con un’alternanza di stati di esaltazione maniacale e stati depressivi. Il dubbio però è sempre lo stesso: sono le sostanze che slatentizzano il disturbo bipolare o è il disturbo bipolare che porta all’abuso di sostanze?
Il libro non risolve questa mia domanda. Certamente Andrea Pinna ammette di essere stato un abusatore massivo prima che il disturbo bipolare si manifestasse e racconta anche come l’uso della cocaina in molte occasioni non fosse a scopo di divertimento ma a scopo professionale. Per rimanere attivo e produttivo e avere anche spazi ludici.
Il racconto è ironico e, in qualche momento, anche divertente. Il contenuto non lo è affatto visto i danni a cui va incontro. In una lunga intervista con Luca Casadei su One More Time podcast, Andrea racconta, con la sua voce, la sua vicenda. Se siete curiosi ma non avete il desiderio di leggere il libro ascoltate almeno il podcast e traete le vostre conclusioni.
Le mie conclusioni ipotetiche sono che è la sostanza che slatentizza qualcosa che, in nuce, c’era già ma che sarebbe rimasta silente senza l’interruttore dell’alcol e della cocaina. Ma il vero e profondo interruttore è, molto probabilmente, un senso di inadeguatezza e un’ansia sociale che non ha trovato un altro rimedio. Andrea è così simpatico che, alla fine della lettura non si può non volergli bene e anche dispiacersi dei suoi guai!
Andrea Pinna, il mio lato B (Polare), Harper & Collins
©Nicoletta Cinotti 2024 Addomesticare pensieri selvatici
