
Questa volta non lascerò che l’azzurro intravisto
e visto da dietro la finestra, dal margine di un tetto
all’altro, nell’unico grandioso spiegamento
della ripetizione, trasportando lo sguardo oltre
ogni limite oltre la visione delle distanze,
tentazione e ricatto di leggerezza e movimento, questa volta
non lascerò che mi corrompa nella promessa della luce.
Non lascerò che il volo degli odori, l’aria
sbattuta dai suoni e dalle ali, i rapidi baleni
di un piccione che si rispecchia nell’ombra
della grondaia, che ne ricama il bordo
passeggiando, che si getta nel vuoto
per poi risalire, mi trascinino nelle strade
per colpire il mio corpo, mutilo d’ogni geografia,
smemorato d’ogni inclinazione, per colpire
in me la piaga addormentata dello stupore.
©Patrizia Cavalli, Poesie, Einaudi editore
