
Hai presente quel misto di eccitazione che si unisce alla paura e ti tiene incollata allo schermo o ad un libro? Bene, se ti appassionano le crime stories qui troverai pane per i tuoi denti. Ma non è solo la storia di una misteriosa serie di delitti avvenuti in.Toscana, tra il 1968 e il 1985, delitti seriali con una scenografia ripetuta. Sono coppie appartate per avere intimità sessuale. Quasi tutti gli omicidi avvengono in auto. Prima viene ucciso l’uomo e poi la donna a cui viene asportata la mammella sinistra e il pube. L’arma è sempre la stessa, nei bossoli calibro 22 è incisa una H. Malgrado siano delitti efferati non sono mai state trovate tracce di DNA per l’identificazione certa dell’assassino o degli assassini che, alla fine, si rivelano essere tre. Tre compagni di merende che uccidono in una zona limitata tra Firenze e Scandicci.
Il libro di Silvia Cassioli non rivela elementi nuovi. Ripercorre le tappe delle indagini ma fa qualcosa di estremamente nuovo. Fa parlare i personaggi in toscano, quel toscanaccio greve, sporco, sessuale in qualsiasi frase. Il toscano delle campagne in cui Pietro Pacciani, Giancarlo Lotti, Mario Vanni si muovono perché è casa loro. Anzi tutto è loro: le figlie, le donne, il sesso, la campagna. Sono tutti elementi di un possesso ossessivo e sessuale.
È proprio il fatto di far parlare ai personaggi la loro lingua che disegna la realtà di una cultura dove non c’è rispetto. Mi sono sempre domandata come avesse fatto il Manzoni a lavare la sua lingua in Arno, perché il toscano che conosce chiunque sia nato e cresciuto in Toscana sa che è una lingua pesante e violenta. Una lingua che esprime un pensiero fatto di prepotenza: un pensiero che emerge in tutta la sua violenza in questo racconto che è, nella sua forza linguistica, magnifico e immaginifico perché, alla fine, quei personaggi li vedi in carne e ossa e non sono più persone. Sono la personificazione della perversione sessuale in cui non si capisce dove comincia il Mostro ma si spera solo che finisca. Presto, prima possibile.
Silvia Cassioli. Il capro, Il saggiatore
© Nicoletta Cinotti 2023 Addomesticare pensieri selvatici
