
A volte, scherzando, mi dico che traduco dall’italiano all’italiano, perché spesso diciamo cose di cui non esploriamo appieno il significato. Lo faccio anche per me stessa questa traduzione dall’italiano all’italiano. Per esempio ho capito che quando dico “ho fatto del mio meglio“, dico che quello che ho fatto mi è costato sforzo, che è stato faticoso, che in alcuni momenti mi sono pentita di tutto l’impegno che mi costava.
Dico che non sono soddisfatta del risultato ma che non avrei saputo cosa fare di più di quello che ho fatto.
Dico che sono di fronte a un fallimento sotto qualche sfumatura e che non voglio assolutamente sentirmi in colpa e quindi cerco di lavarmi le mani. Non so se questa frase ha la stessa traduzione anche per te ma in ogni caso ho capito che quando compare, come una scritta in sovra-impressione nella mia mente, è il momento di prendermi una pausa e domandarmi, invece, qual è l’emozione che sta sotto. A volte sotto sotto, a volte appena sotto. Molto spesso è la vergogna. Strano, vergognarsi perché non si ha il controllo sui risultati è come pretendere da se stessi l’impossibile. Meglio lasciar andare, provvedere a mettersi la coscienza a posto e sorridere leggeri, che un po’ di leggerezza non ha mai fatto male a nessuno. Mentre la pesantezza fa male a tutti: a chi la prova e a chi ne subisce l’alone!
La vergogna è l’emozione più potente e distruttiva. È la paura che non siamo abbastanza buoni. Brené Brown
Pratica di mindfulness: Praticare con la vergogna
© Nicoletta Cinotti 2025 Estate: un frutto maturo ovvero l’equilibrio emotivo tra mindfulness e self-compassion
