
In natura non c’è nulla che procede in modo lineare: la crescita avviene sempre con un movimento che include tappe, interruzioni, deviazioni e svolte. Il movimento vitale è un movimento a spirale: ossa e articolazioni soffrono la ripetizioni di movimenti rettilinei. A nessuna onda è chiesto di andare diritta o di esser come la precedente. Solo la nostra determinazione ci chiede di “andare dritti allo scopo”, “non “fermarsi di fronte alle difficoltà”, di “prendere le cose di petto”. Per fare questo paghiamo, quotidianamente, il prezzo dello sforzo, il prezzo del tradimento del corpo, il prezzo della perdita di respiro e tempo vitale.
Anche al tempo chiediamo di essere lineare. Eppure frammenti di passato si mischiano continuamente al nostro presente e intercettano spazi di futuro. Così di lineare c’è solo l’illusione che ha la nostra mente di comandare l’ordine delle cose per cui, una volta adulti, dovrebbe sparire ogni traccia di infanzia e una volta vecchi dovrebbe sparire ogni traccia di futuro. Invece mischiamo continuamente le carte perché, a nostra insaputa, il tempo è una madre, che fa nascere in ogni momento un sé diverso dal precedente.
Nella mia lingua, quella che ora ricordo soltanto chiudendo gli occhi, amore si dice Yeu. E debolezza si dice Yeu. Il modo in cui dici ciò che vuoi dire cambia ciò che dici. Alcuni la chiamano preghiera, io la chiamo attento a quel che dici. Ocean Vuong
Pratica del giorno L’arte di perdere
© Nicoletta Cinotti 2023 Formazione in reparenting
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