
Se posso perdonare, allora devo riuscire a perdonare anche me stessa e smetterla di starmi a giudicare per come sono o come dovrei essere. Qui non si tratta di consapevolezza ma è la superbia che mi tiene stretta in una stolta mossa che mi danna. Eccomi infatti qui dannata a chiedermi che cosa fare per essere perfetta.
Tenersi all’apparenza, forse descrivere soltanto cose in mutua tenerezza.
Patrizia Cavalli
