
L’idea del miglioramento sottintende una percezione sottilmente ostile nei nostri confronti. Significa che c’è qualcosa che non va, qualcosa a cui subordiniamo la nostra possibilità di accettazione.
“Mi accetterò quando avrò superato quel problema, quel difetto, e dimostrerò così, a me stesso e agli altri, che valgo, che sono capace, che ho padronanza nei confronti della mia vita.” Inoltre, l’idea del miglioramento fa pensare a qualcosa di già definito e concluso, che richiede solo un ritocco. Magari grande ma un ritocco.
Sarebbe bello se spostassimo il fuoco dell’attenzione dal nostro miglioramento al nostro impegno, alla costanza con la quale ci curiamo, al desiderio di essere più felici. L’etica del miglioramento è ostile nei nostri confronti perché si basa su criteri ideali, criteri che, in qualche modo, sono estetici e basati sul confronto tra noi e un’immagine ideale.
Sarebbe bello se apprezzassimo quello che impariamo ogni giorno, anche se non rende il nostro umore immediatamente migliore. Sarebbe bello se riconoscessimo che anche gli altri si impegnano e fanno il possibile, rischiando e correndo il rischio di sbagliare. Abbiamo bisogno di riconoscere che il nostro impegno ha valore anche quando non porta a un risultato immediato. Anziché misurare quanto siamo migliorati, perché non misurare quanto impegno abbiamo messo, quanto siamo stati costanti e fedeli, apprezzando il fatto che se non abbiamo fatto di più è perché non potevamo farlo? Vorrebbe dire passare dalla misurazione di noi stessi, paragonandoci a un ideale, all’accettazione di noi a partire da dove siamo.
Non hai idea (o forse sì perché sei tra questi) di quante persone si tormentino per un errore che non sapevano di compiere e che, quindi, non potevano evitare. Alla fine, non ci perdoniamo errori che errori non sono: non ci perdoniamo scelte che hanno avuto brutte conseguenze. Conseguenze che non potevamo conoscere prima.
Cinotti, Nicoletta. Genitori di sé stessi (la pietra filosofale) (Italian Edition) (p.34). Enrico Damiani Editore. Edizione del Kindle.
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© Nicoletta Cinotti 2024 Gratitudine e cambiamento. Ritiro di bioenergetica e mindfulness
