
“Meraviglia quotidiana” è l’ultimo libro di quella grande insegnante zen che è stata Charlotte Joko Beck. In Italia sono stati pubblicati i suoi due libri precedenti, Niente di speciale e Zen quotidiano. Amore e lavoro. In questo caso però si tratta di un libro postumo, pubblicato grazie all’intuizione della figlia che ha ereditato una grande quantità di materiale non ancora editato. Questo è il primo, e per ora l’unico, dei libri pubblicati postumi. Se dovessi riassumerlo in una parole direi, “gradevolissimo”, anche più degli altri due dove forse si avvertiva l’impegno di “scrivere un libro”. Qui l’autrice parla, con grande coerenza, ma con la leggerezza che avrebbe in una interessante conversazione.
Il cuore del libro è un tema centrale dello zen: le nostre convinzioni di base. Convinzioni che nascono per dare un significato all’imperfezione del mondo. Il mondo, dice Charlotte, dovrebbe essere perfetto, quindi da bambini crediamo che se qualcosa non funziona dev’essere perchè noi abbiamo qualcosa di sbagliato. Questa idea si calcifica e diventa la nostra convinzione di base che, a seconda delle circostanze in cui si è formata, avrà caratteristiche diverse. Non è qualcosa di vero ma è un prodotto dell’esperienza di essersi sentiti minacciati e personifica il senso di separazione tra noi e gli altri. Si concretizza nel nostro vivere la vita in modo ansioso.
Questa convinzione è come il mozzo della ruota da cui si dipartono le strategie per non sentire la sofferenza da cui è scaturita questa idea. Le nostre strategie sono i metodi che impieghiamo, soprattutto quando ci troviamo nei guai, per non dover sentire la sofferenza della convinzione di base. Molto spesso lo sforzo di non sentire occupa tutta la vita. Quando ci sediamo a meditare questa sofferenza di base riemerge e la pratica, aiutandoci a stare in questa sofferenza, ci libera.
Quando incontra la realtà, che è l’esperienza, dice Charlotte, l’irrealtà (la base) pian piano svanisce. E possiamo tornare alla nostra natura di Buddha: a quell’io aperto, compassionevole, pieno d’amore che ci appartiene. Cominciate a capire che cosa c’è sotto la superficie, addirittura che cosa c’è sotto la convinzione di base: ci siete voi.(…) Un modo per diventare consapevoli della nostra strategia fondamentale è osservare quello che facciamo abitualmente (…) e questo, gradualmente la indebolisce. Non perché la giudichiamo, non perché l’analizziamo ma perchè la “sentiamo”.
Vi lascio con una citazione che rivela l’intelligenza e anche l’umorismo di questa donna che oggi avrebbe 107 anni.
Alcune persone rimangono sposate per cinquant’anni solo a colpi di civiltà.Sotto la superficie c’è un cimitero con un sacco di ossa che scricchiolano. Spesso non guardiamo nei posti dolorosi perché abbiamo paura di smuovere le acque. Non vogliamo che le cose cambino o finiscano, anche se non funzionano. Charlotte Joko Beck, Meraviglia quotidiana
@ Nicoletta Cinotti 2023 Per la Rubrica Addomesticare pensieri selvatici
Charlotte Joko Beck, Meraviglia quotidiana. Vita e pratica zen. Traduzione di Teresa Albanese, Ubiliber editore
